Recensione Onward

Onward

6.9 out of 10
Pro Il miglior sparatutto tattico per Oculus Quest. 2 - Divertente con la giusta compagnia - Diverse modalità disponibili Contro Graficamente sembra un gioco vecchio - Diversi glitch - IA della CPU davvero da rivedere Commento finale Onward è un simulatore militare hardcore VR, sicuramente uno dei giochi più intensi a cui abbiamo mai giocato, dentro o fuori dalla realtà virtuale. Sembra di trovarsi realmente in guerra. Ogni mossa o azione vi farà venire le palpitazioni. Le quattro classi disponibili sono ben caratterizzate e permettono ad ogni giocatore di godersi appieno il gioco. Se siete quindi fan degli fps frenetici, tattici e a volte fin troppo punitivi, Onward - soprattutto se avete un gruppo di amici con cui giocate stabilmente - è un acquisto imprescindibile.

Nel 2016 Onward è arrivato su PC frutto del lavoro di un singolo sviluppatore chiamato Dante Buckley che voleva creare qualcosa sulla falsariga di Arma e Counter-Strike ma sfruttando la realtà virtuale. Buckley ha colpito nel segno e nel corso degli anni è riuscito a creare un intero studio, Downpour Interactive. La scorsa estate, il team ha pubblicato Onward per Oculus Quest (e successivamente su Quest 2) e ha offerto la possibilità di giocare in cross-play tra i sistemi VR e la community PC. Tuttavia, per far funzionare al meglio il titolo, sono state apportate alcune modifiche alla versione originale.

In breve, la versione originale ha subito un downgrade per consentire ai partecipanti di giocare l’uno contro l’altro su entrambe le piattaforme avendo quindi un’esperienza, almeno sulla carta, equa e comparabile.

C’è una modalità single-player ma serve soltanto a dare un assaggio di quello che attenderà il giocatore. Infatti, lo sviluppatore ha fortemente puntato sul gioco PvP e su differenti modalità online di cui vi parleremo in seguito.

Prima della battaglia c’è bisogno di preparazione

Trattandosi di un titolo prettamente incentrato sul multiplayer, è necessario carpirne le meccaniche di base prima di gettarsi a capofitto nella mischia. Poco dopo l’inizio del gioco, un tutorial vi introduce al campo di battaglia. Come accade con molti giochi VR, l’attrezzatura è attaccata al corpo e quindi dovrete impugnare fisicamente il fucile d’assalto posizionato davanti al petto. Imparerete ad estrarre l’arma e a maneggiarla con entrambe le mani, fondamentale se volete aumentare la precisione di mira e sparo. Dopo aver svuotato alcuni colpi sui classici manichini bersaglio, espellerete il caricatore con la semplice pressione di un pulsante, ne prenderete uno nuovo dalla tasca, lo inserirete delicatamente nell’arma, quindi tirerete indietro il percussore con la mano libera e … sarete pronti ad attendere ulteriori istruzioni.

Diventa immediatamente chiaro che questi semplici movimenti rendono le azioni più realistiche ed immersive. La sensazione di trovarsi in battaglia si fa sentire ulteriormente quando si usano le granate. Infatti, prima di poterle utilizzare è necessario estrarre l’anello per attivarle e poi lanciarle contro i nemici. È tutto troppo frenetico perché la paura di farsi saltare in aria sembra in qualche modo più reale. La manovrabilità della pistola, che è collocata sui fianchi o sul petto, offre un feeling molto simile a quello del fucile. Anche il suono e il contraccolpo simulato di ogni arma sembrano unici e personificati, e aggiungendo il fatto che bisogna azionare e ricaricare ogni arma a mano con i controlli VR, c’è una curva di apprendimento piuttosto soddisfacente associata a ogni bocca di fuoco e/o strumento.

Le armi sono completamente personalizzabili grazie ai punti che otterrete. Potrete quindi dotarle di mirini ottici e altri interessanti add-on. Inoltre, il giocatore può equipaggiarsi con giubbotti migliori, utilizzare droni e via discorrendo.

Un elemento fondamentale è il trasmettitore radio posizionato sulla spalla. Può essere utilizzato per comunicare con i compagni di squadra portando la mano all’orecchio e premendo il grilletto corrispondente. Ovviamente è accompagnato anche dagli effetti sonori appropriati. Tuttavia, se i vostri compagni sono vicini, potrete sentirli parlare senza la radio attivata, proprio come se fossero lì accanto a voi.

L’altra importante caratteristica tattica è legata al tablet. Si tratta di uno strumento indispensabile per dare rapidamente uno sguardo alla mappa live dell’area operativa su cui, ad esempio, sono contrassegnati i vostri obiettivi. Anche questo sembra molto più realistico che avere tutto visualizzato tramite un HUD e sottolinea la componente tattica del gioco, perché mentre si sta utilizzando il tablet, difficilmente è possibile difendersi. Per inciso, è simile a quando si utilizzano le apparecchiature mediche.

Per evitare di sanguinare quando si è gravemente feriti, avrete bisogno di un trattamento adeguato. Pertanto, potete curare voi stessi e tutti i compagni feriti tramite un’iniezione. Mentre lo farete, ovviamente, sarete un bersaglio ideale per tutti gli avversari in agguato nelle vicinanze. Ecco perché è fantastico avere con sé le granate fumogene le quali permettono di generare una copertura temporanea. Oppure potrete chiedere ai compagni di proteggervi con il fuoco incrociato. In generale, il gioco ispira un approccio cauto in cui la strategia e la consultazione con il resto della squadra sono le chiavi di successo.

Classi disponibili

In una singola partita i partecipanti possono scegliere tra quattro classi; il fuciliere, lo specialista, il tiratore scelto e il supporto. Tutti i soldati hanno accesso a una vasta gamma di armi e accessori, che vengono assegnati in base a un sistema a punti. Di solito, gli slot per determinate le classi sono limitati in modo che non tutti i componenti di una squadra possano scegliere la stessa configurazione. Scelta la rispettiva classe, si può passare alla modalità di gioco PvP.

Modalità di gioco

La modalità sicuramente più ispirata e divertente è quella deathmatch che consente a due squadre di cinque di competere l’una contro l’altra. A questa si aggiungono altre tre opzioni tra:

La classica modalità Assalto consiste nell’eliminare la squadra avversaria. In VIP, una squadra deve proteggere a tutti i costi un NPC fino al punto di estrazione mentre l’altra dovrà impedirglielo. In Uplink, gli aggressori devono raggiungere una stazione satellitare e inviare un codice. Quest’ultima modalità è particolarmente divertente perché è possibile avere accesso al codice solo tramite il tablet. Dovrete inserirlo manualmente in un campo numerico ma non potrete vedere il codice mentre lo state digitando, quindi è importante memorizzare brevemente la relativa sequenza di numeri (anche se il fuoco nemico può rendere questo compito estremamente difficile).

In generale, questa è la forza particolare di Onward: la sensazione permanente di essere in pericolo durante gli scontri a fuoco. Poiché Oculus Quest 2 non ha cavi, il giocatore può ripararsi o sbirciare da dietro i muri più liberamente che mai; sdraiarsi a terra e guardarsi intorno a 360°. Cambiare strumenti nel bel mezzo di un combattimento può mettere un bel po’ di ansia, poiché è necessario eseguire movimenti complessi invece di premere solo un pulsante come si farebbe in un “normale” videogioco sparatutto.

Performance

Il gioco su Oculus Quest 2 funziona piuttosto bene. Abbiamo soltanto riscontrato un leggero innalzamento delle temperature del dispositivo. Ovviamente non aspettatevi una qualità visiva eccelsa, anzi. La grafica è a dirla con estrema onestà, bruttina. A tratti sembra un gioco vecchio di vent’anni. Il fogliame così come gli arbusti e complessivamente la vegetazione sono tutt’altro che riprodotti bene. Sembrano un tutt’uno con gli scenari di gioco a volte risultando essere dei veri e propri ostacoli. Anche gli oggetti di arredo delle abitazioni, così come i veicoli hanno un che di piatto e sciatto. Inoltre, più di una volta è capitato di intravedere dei glitch grafici – come pop-in e oggetti che appaiono e scompaiono e texture non propriamente perfette che andavano a disturbare la già non eccelsa immagine complessiva.

L’illuminazione dinamica dà ai personaggi e alle armi un aspetto più pronunciato, privandoli della loro sottigliezza che derivava dal tono visivo più cupo e tetro di Onward su PC. Purtroppo, gli occhiali con la visione notturna non sono del tutto compatibili con questo nuovo sistema, rendendo estremamente difficile vedere chiaramente quando ci si sposta in determinati luoghi bui.

Un altro aspetto tecnico che non ci ha per niente convinti è, sfortunatamente, l’IA, purtroppo non delle più intelligenti. Le poche modalità single-player e co-op non sono quindi davvero degne di nota. Sembra che il team di sviluppo si sia concentrato maggiormente su realizzare uno sparatutto PvP multiplayer completo sacrificando, per forza di cose, singolo e co-op.

Commento finale

Onward è un acquisto obbligato per i possessori di Quest 2 che hanno una forte passione e propensione per gli sparatutto tattici. Si tratta di un simulatore militare hardcore VR, sicuramente uno dei giochi più intensi a cui abbiamo mai giocato, dentro o fuori dalla realtà virtuale.

Sembra di trovarsi realmente in guerra. Ogni mossa o azione vi farà venire le palpitazioni. Le quattro classi disponibili sono ben caratterizzate e permettono ad ogni singolo giocatore di godersi appieno il gioco.

Un consiglio, se volete davvero un’esperienza completa e decisamente accattivante, giocatelo con un gruppo di amici fisso.

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