Recensione Five Nights at Freddy’s VR: Help Wanted

Five Nights at Freddy's VR: Help Wanted

8.4 out of 10
Pro Suspense palpabile - un pacchetto ricco di contenuti - Graficamente interessante Contro Un po' ripetitivo - Mancanza di varietà Commento finale Five Nights at Freddy’s VR: Help Wanted è un gioco "horror" ricco di suspense e tensione, che da il meglio proprio su dispositivi VR. Anche se può essere difficile giocare per molto tempo, si tratta di uno dei giochi horror per la realtà virtuale migliori al momento disponibili sul mercato. Al netto di una certa ripetitività e dalla mancanza di varietà - entrambi trascurabili - è un'esperienza che consigliamo - a patto di avere i nervi saldi - a tutti gli amanti del genere.

La serie Nights at Freddy’s è stata ideata e creata dallo sviluppatore statunitense Scott Steve Cawthon. Sebbene non sia particolarmente conosciuta nel nostro paese, ha avuto un notevole successo. Vanta undici videogiochi, dodici libri e un adattamento cinematografico in produzione. Inoltre, detiene il Guinness Word Record per il maggior numero di seguiti pubblicati in un solo anno.

La storia, della quale vi parleremo fra poco, viene spiegata attraverso easter egg e minigiochi segreti. L’ultima iterazione sviluppata da Steel Wool Studios e pubblicata da ScottGames e Lionsgate Games è Five Nights at Freddy’s VR: Help Wanted (settimo capitolo della serie), che come indicato dalla sigla VR è completamente giocabile su PlayStation VR, Oculus Rift, HTC Vive, Oculus Quest e Oculus Quest 2.

La versione dai noi provata è quella per Oculus Quest 2.

In Five Nights at Freddy’s VR saremo chiamati a vestire i panni di un custode notturno di una nota catena di pizzerie (Freddy Fazbear’s Pizza) la cui particolarità è rappresentata dagli spettacoli di “simpatici” pupazzi animatronici dalle fattezze animali. Insomma, un lavoro non particolarmente difficile da svolgere. Tuttavia, una volta che le luci si spengono, questi personaggi robotici amano muoversi nei ristoranti, creando caos e facendo del loro meglio per raggiungere il povero guardiano prima dell’alba. Il vostro obiettivo è sopravvivere … cinque notti.

Utilizzando telecamere di sicurezza, interruttori di controllo delle porte e altri gadget a disposizione, dovete tenerli a bada senza lasciare la vostra scrivania. Il problema è che ogni partita è diversa dal momento che non prenderanno mai gli stessi percorsi due volte e di solito avrete mezzi con una potenza limitata, quindi è tutta una questione di gestione delle risorse.

Sbarrare da subito le porte è qualcosa che verrebbe da fare istintivamente a tutti ma non è la mossa ottimale. Infatti, consumerebbe enorme quantità di energia. Allo stesso modo, fare economia, magari rimanendo nel buio potrebbe rivelarsi sbagliato. Insomma, bisogna ponderare bene le mosse, evitando di farsi prendere dal panico. Facile a dirsi. Ciò che ne consegue è un misto di puro terrore e suspense.

La prima volta che accederete alle telecamere per visionare cosa sta succedendo noterete che una delle “facce pelose” si è spostata ma non potrete dire dove sia andata, un incipit che vi farà venire davvero i brividi.

Ed è proprio qui che eccelle la produzione. Five Nights at Freddy’s VR fa del suo meglio per terrorizzare il giocatore. Le mani si bloccano, le braccia si paralizzano, e forse chiuderete anche gli occhi, aspettando che il senso di paura passi. Quindi, proprio quando inizierete a sentirvi di nuovo al sicuro, ecco che il “mostro” colpisce. È come se Freddy e la sue coorte di animali robot vi stessero davvero osservando, nella vita reale, e colpissero proprio mentre iniziate a respirare di nuovo.

Tic Toc

Un altro fattore che contribuisce a rendere Five Nights at Freddy’s VR così efficace è il ritmo. Ogni momento che passa e nel quale sentirete che non state facendo qualcosa aumenterà le probabilità che accadrà qualcosa di brutto. Più l’atmosfera diventa tesa, più il senso di terrore si rafforza. È questa tempesta perfetta di ansia e tensione che si amplifica ogni secondo che passa crea un circolo vizioso di orrore autoalimentato.

In sostanza, quindi, Five Nights at Freddy’s VR si basa su un espediente semplicissimo, ma l’aggiunta della realtà virtuale fa la differenza. Fare clic sui pulsanti su uno schermo è una cosa, ma dover raggiungere fisicamente un pannello di controllo, girare la testa per guardare porte e telecamere, premere un pulsante al momento giusto e sfruttare appieno lo spazio 3D, è esattamente ciò che fa funzionare così bene Five Nights at Freddy’s VR.

Sappiamo che questi giochi esistono da molto tempo e il creatore originale probabilmente non ha mai pensato che Nights at Freddy’s fosse riproducibile in VR, ma questa sembra davvero essere una versione definitiva dell’esperienza. La realtà virtuale rende tutti gli scenari molto più coinvolgenti e stressanti.

Ma c’è anche un risvolto negativo. Five Nights at Freddy’s VR diventa davvero ripetitivo. È vero, ci sono dozzine di livelli da giocare ma se incapperete spesso nella morte, ritornerete a fare le stesse identiche cose ancora e ancora. Ma vi garantiamo che non riuscirete a star lì ore e ore a riprovare.

Recensire un gioco come questo è stato difficile perché abbiamo dovuto fare delle pause per calmare i nervi. Mentre altri giochi horror, come ad esempio Resident Evil 7 VR, hanno intricate narrazioni su cui riflettere e ambienti dettagliati da esplorare, Five Nights at Freddy’s VR è più simile ad un simulatore di ansia. Ed è estenuante.

Detto questo, se l’obiettivo della produzione era quello di mettere ansia, ci è riuscita dannatamente bene.

Il franchise horror indie di Nights at Freddy’s è . come anticipato in apertura di recensione – una delle serie di maggior successo e riconosciute in circolazione, con una litania di offerte di merchandising e una moltitudine di sequel, quindi ha già avuto il riconoscimento che merita.

Aggiungeteci l’ingrediente migliore per rendere immediatamente più spaventoso qualsiasi gioco horror – il supporto VR – ed ecco la ricetta per il successo. Per fortuna il team di Steel Wool Studios non si è limitato ad adattare i livelli per la VR ma ha invece completamente migliorato i contenuti esistenti con ambienti realizzati in modo eccellente, tracciamento del controller di movimento perfetto e persino un po’ di nuovi contenuti in più che rende questo titolo una sorta di pacchetto completo pur offrendolo da una prospettiva nuova e molto più terrificante.

Grafica e tecnica

Il gioco sfrutta l’Unreal Engine 4. Graficamente risulta essere interessante con modelli poligonali ben realizzati così come anche gli ambienti di gioco. A tratti però visivamente non è sempre così nitido, a volte si percepisce un fastidioso sfarfallio negli ambienti di gioco. Niente che possa comprometterne l’esperienza. Infatti, è piuttosto semplice leggere le etichette sui pulsanti e l’illuminazione è ottima.

La maggior parte dei livelli sono preceduti da messaggi vocali ben scritti e “comici” che stabiliscono il tono dell’esperienza. Ci sarebbe piaciuta la possibilità di esplorare di più gli ambienti. Un seguito che prevede l’essere un custode incaricato di ripulire i ristoranti mentre le creature sono in giro potrebbe essere una nuova interessante direzione per la serie.

Commento finale

Five Nights at Freddy’s VR: Help Wanted è il tipo di gioco in realtà virtuale da giocare dopo aver fatto un bel respiro profondo. È ricco di suspense e di forte tensione, incanalate ancora meglio dal fatto di sfruttare la VR. Anche se può essere difficile giocare per molto tempo prima che il battito cardiaco aumenti, si tratta di uno dei giochi horror per la realtà virtuale più coerenti e snervanti che si siano mai visti, frenato solo dalla sua ripetizione e dalla mancanza di varietà – entrambi trascurabili.

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