Recensione HINGE: Episode 1

HINGE: Episode 1

7.9 out of 10
Pro Con HINGE Arcadia VR ha ridefinito il concetto di horror - Grafica incredibile - Storia affascinante Contro Problemi tecnici importanti - Il mondo trema quando ci si avvicina ai nemici il che può essere piuttosto fastidioso con la VR - Il difetto più grave è rappresentato dal come affrontare i nemici Commento finale HINGE, nella sua forma attuale, non riesce a dare il meglio di sé. La storia è fra le più ricercate e accurate dell’intero panorama videoludico orrifico, non solo VR ma purtroppo non è accompagnata da un comparto tecnico solido e degno di nota. Abbiamo riscontrato - pur utilizzando una GPU consigliata (la GTX 1080 di Nvidia) - diversi problemi che ci hanno portato a vivere un’esperienza sottotono e a tratti limitante. Nulla che non possa migliorare nel tempo. Detto questo, si tratta di un prodotto unico nel suo genere che dovrebbe essere provato da tutti i fan delle tematiche lovecraftiane e dell’horror in generale.

Un orrore ancora da manifestare, si nasconde sotto la superficie. Questo è HINGE di Arcadia VR, un horror psicologico che inizia con una … festa.

Versione testata: Oculus Quest 2

Un horror surrealista

HINGE è un horror VR sviluppato da Arcadia VR e ambientato in una metropoli americana senza nome all’inizio del XX secolo, subito dopo l’epidemia di influenza spagnola durante la transizione dall’era dei ruggenti anni Venti alla grande depressione. Il gioco utilizza indirettamente alcuni motivi tratti dalle opere di H.P. Lovecraft ed è pieno di riferimenti alla sua creatività, oltre a sfruttare caratteristiche ed elementi riconoscibili dell’era temporale corrispondente.

Con Hinge, Arcadia VR fonde storia e occulto con un obiettivo audace: ridefinire ciò che rende un gioco terrificante.

“Non c’è stato un gioco horror tripla a VR dal 2017 [e] ci sono così tante possibilità inesplorate per i giochi horror nella realtà virtuale”, ha dichiarato Oleg Smirnov di Arcadia VR. “Abbiamo cercato di sviluppare meccaniche di gioco utilizzabili solo in VR.”

Smirnov si riferisce probabilmente a Resident Evil 7, il gioco horror esclusivo per PSVR di Capcom. Raggiungere lo stesso livello di successo per Arcadia VR sarebbe grandioso. Il tutto basandosi sul concetto di terrore puro e crudo ma in un modo diverso e più coinvolgente.

Storia

Durante l’introduzione, un noto filantropo milionario celebra il completamento del suo nuovo grattacielo e voi sarete fra i “fortunati” che potranno assistere all’inaugurazione. Ma la facciata in stile art déco del magnifico edificio maschera qualcosa di molto più sinistro sul proprietario dello stesso. Nella notte celebrativa per il completamento della costruzione e dell’apertura del grattacielo si verificano eventi catastrofici di natura mistica, che portano l’edificio con tutti i suoi “abitanti” in una realtà da incubo, in cui il mondo reale si intreccia con la psiche delle persone. Inoltre, le leggi della fisica, della chimica e dello spazio sono state infrante e le regole del tempo capovolte.

Misteriosi bagliori ultraterreni penetrano attraverso le enormi finestre, creando un ambiente ricco di suspense e di orrore opprimente che costringe il giocatore a lottare per la propria sopravvivenza. Ogni passo è incerto, mentre il cuore batte all’impazzata in attesa della prossima creatura macabra da affrontare. Con queste premesse, HINGE, è indubbiamente una delle esperienze più belle che si possano vivere in VR e su Oculus Quest 2.

Sarete in grado di sopravvivere mantenendo intatta la vostra sanità mentale?

Lo sviluppatore sapeva chiaramente cosa avrebbe voluto offrire con HINGE; un horror surrealista che si muove a un ritmo imprevedibile con i nemici che giocano con i punti di forza della VR.

Il primo passo per creare l’atmosfera horror VR ideale è stato impostare correttamente l’ambientazione di HINGE. Smirnov ha dichiarato che la squadra è partita dal desiderio fondamentale di spaventare i giocatori, ma doveva essere qualcosa che potevano “ravvivare” con elementi horror lovecraftiani. Quello che hanno ottenuto è stato un delizioso cocktail eclettico dell’America degli anni ’20 e di terrore palpabile.

“Abbiamo deciso che il giocatore doveva essere inserito nella Grande Depressione, perché quell’epoca è irta di qualcosa di deprimente e disperato”. “Non ci è sembrato difficile mettere insieme questi elementi. Il giocatore può trovare somiglianze tra il 2020 e gli anni ’20 del secolo scorso [e] questi tre componenti funzionano alla grande insieme perché [gran parte del] lavoro di H.P. Lovecraft richiama proprio gli anni Venti.”

Smirnov e il team non si sono però accontentati di un viaggio a livello superficiale nella storia.

L’inizio del XX secolo è stato l’apice del pensiero razionale e della fede nella scienza, ma c’era una tensione di oscurità e superstizione che andava di pari passo alla ragione e alla logica. Smirnov ha detto che questo è ciò che il team ha sfruttato per realizzare HINGE, e Lovecraft è solo la punta dell’iceberg occulto.

La cura nel plot narrativo è impressionante. Il game designer ha scritto oltre cento documenti e circa venti libri appositamente per l’ambiente di gioco di HINGE. Le informazioni per questi libri sono state prese dai libri di veri occultisti come Aleister Crowley e Alexandre Saint-Yves d’Alveydre.

Anche se probabilmente ora è meglio conosciuto come il soggetto della canzone di Ozzy Osbourne “Mr. Crowley”, Aleister Crowley ha avuto una discreta notorietà per tutta la prima metà del 20° secolo. Affermò di aver contattato più spiriti di altri mondi e fu persino espulso dall’Italia nel 1923 dopo che un seguace morì durante quello che veniva chiamato un “rituale sacrilego”.

Oltre a influenzare i culti e scrivere tomi arcani, ciò che Crowley e d’Alveydre hanno fatto è stato mostrare alle persone che c’era molto del mondo che dovevano ancora capire, e non tutto era benigno. Quel senso di incertezza e la paura che ispira permea ogni angolo di HINGE.

“Vogliamo che i giocatori si sentano costantemente spaventati”, ha detto Smirnov. “Pensiamo di essere riusciti a creare l’atmosfera in cui il giocatore si sente come se anche il grattacielo stesse cercando di ucciderlo.”

E ci sono riusciti alla grandissima.

Ecco come si presenta la paura

Mentre HINGE presenta diversi tipi di mostri, alcuni dei quali non sono mai stati visti prima nei giochi horror, non dovreste aspettarvi che un gruppo di ghoul vi afferri in un momento di distrazione.

Il team ha svolto molte ricerche sulle cose più spaventose che di solito si trovano nel genere horror, e hanno creato la loro combinazione di spaventi che funziona perfettamente. La prima è legata agli effetti sonori circostanti.

Dato che HINGE è un gioco horror psicologico, c’è tanta confusione e disagio mentale, elementi che alterano la percezione della realtà da parte dei giocatori.

Inoltre, l’analisi ambientale è fondamentale. Non sarete in grado di capire appieno cosa sta succedendo nel gioco fino a quando non metterete insieme tutti i pezzi giusti della storia e trarrete conclusioni da soli.

Possiamo tranquillamente dirvi che dietro quasi tutte le porte che abbiamo aperto nel tempo trascorso con HINGE c’è stato qualcosa di imprevedibile. La maggior parte delle volte vi imbatterete in fantastici costumi da set, alcuni dei quali interattivi, ma brutte sorprese si nascondono dietro quasi ogni angolo. I nemici bestiali sono in agguato, a volte i loro tentacoli si paleseranno dal soffitto mentre altre volte appariranno letteralmente dal nulla. Alcuni mostri particolarmente crudeli si “travestono” da altri oggetti e scelgono anche il momento giusto per saltare fuori.

Il difetto più grave è rappresentato dal come affrontare i nemici.  A volte abbiamo fallito senza capire come sia potuto accadere, mentre altre volte non è stato chiarissimo come funzionava il pattugliamento del mostro di turno. Inoltre, avvicinarsi ai nemici fa tremare il mondo che, sebbene certamente atmosferico (almeno per le prime volte) è un effetto piuttosto sgradevole all’interno della VR.

Questo sistema può anche rendere estenuante la progressione del gameplay. A volte ci siamo ritrovati a girare all’infinito senza un valido motivo o che forse non era stato chiarito a dovere.  Ma gli ambienti bui e cupi, oltre alla costante sensazione di essere osservati, ci ha portato ad agire piuttosto velocemente senza incoraggiare particolarmente l’esplorazione.

Ma c’è qualcosa in particolare per cui HINGE si differenzia da altre produzioni. Mettetevi una sigaretta in bocca, accendetela e una nuvola di fumo vi teletrasporterà in quello che sembra uno spazio sicuro ispirato a Twin Peaks per rivedere la storia finora. Un ulteriore elemento che fa capire chiaramente che la produzione sa il fatto suo. In HINGE si nasconde un grande gioco: ha solo bisogno di un po’ di lavoro aggiuntivo per sentirsi completo.

Prestazioni

Il gioco presenta una grafica piuttosto ricercata e ricca di dettagli. La qualità delle texture, la cura degli ambienti e l’illuminazione sono a dir poco incredibili. In generale c’è una forte sensazione di fotorealismo che pervade ogni singolo ambiente. Purtroppo ha faticato abbastanza su PC e con la nostra Nvidia GTX 1080 (che rientra nei requisiti consigliati). Dopo l’apertura di alcune porte l’ambiente non si era ancora caricato ed è stato piuttosto fastidioso. Inoltre, abbiamo riscontrato diversi bug e compenetrazioni poligonali. Tutti elementi che hanno portato diversi utenti a lasciare una recensione negativa su Steam. Ma si tratta di qualcosa che può essere facilmente risolto tramite apposita patch correttiva.

Per quanto riguarda i controlli, al netto di qualche lieve problema con il tracciamento, funzionano senza particolari problemi e permettono di interagire facilmente con l’ambiente circostante.

Commento finale

HINGE, nella sua forma attuale, non riesce a dare il meglio di sé. La storia è fra le più ricercate e accurate dell’intero panorama videoludico orrifico, non solo VR, ma purtroppo non è accompagnata da un comparto tecnico solido e degno di nota. Abbiamo riscontrato – pur utilizzando una GPU consigliata (la GTX 1080 di Nvidia) – diversi problemi che ci hanno portato a vivere un’esperienza sottotono e a tratti limitante. Nulla che non possa migliorare nel tempo. Detto questo, si tratta di un prodotto unico nel suo genere che dovrebbe essere provato da tutti i fan delle tematiche lovecraftiane e dell’horror in generale.   

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