Recensione Warhammer 40,000: Battle Sister

Mediocre

5 out of 10
Pro - La lore sarebbe interessante, se solo venisse approfondita Contro - Comparto tecnico imbarazzante - Longevità ai minimi termini - Gameplay basilare Un passo indietro Warhammer 40,000: Battle Sister è uno shooter mediocre, non fa nulla di clamorosamente sbagliato, ma non eccelle in nulla e osa ancora di meno. L'impostazione arcade lo renderà sicuramente poco attraente per gli amanti della serie, mentre la totale assenza di un accompagnamento alla lore lo renderà incomprensibile per tutti gli altri. Non lo sceglierete per le atmosfere e neppure per il comparto tecnico che appare decisamente datato e poco attraente. Neppure la longevità aiuta e con i titoli di coda che che arrivano dopo solo poche ore (quattro nella nostra prima run) stante la totale assenza di quest secondarie, di attività collaterali e di qualche spunto per approfondire la lore di Warhammer 40.000, appare davvero difficile giustificarne il prezzo pieno di 29,99 euro.

Versione provata Oculus Quest 2 

Il franchise “Warhammer” è probabilmente uno dei più longevi e versatili nel mondo dell’intrattenimento: tra giochi da tavolo, libri, diverse serie di videogames e action figures, si contano davvero centinaia di migliaia di giocatori che, in un modo o nell’altro, hanno avuto a che fare con l’IP di Games Workshop.  

Anche il mondo VR ha già avuto la sua dose di Warhammer con Warhammer: Vermintide VR e The Horus Heresy: Betrayal at Calth, sebbene in entrambi i casi con risultati piuttosto deludenti (a differenza di quanto avvenuto su schermi flat, dove Vermintide 2 invece, ha fatto più che bene).

Ora a riprovarci sono i Pixel Toys che con questo Warhammer 40,000: Battle Sister attingono alla lore di Warhammer 40,000 raccontando le gesta delle Battle Sister, reparto femminile degli Space Marines.

Lore e trama  

Le Battle Sisters sono un corpo militare esclusivamente femminile reclutato tra le orfane dei servi imperiali che hanno dato la loro vita al servizio dell’Imperium. Proprio per questo sacrificio, le orfane vengono allevate ed istruite nella Schola Progenia dove, oltre ad una formazione ecclesiastica, ricevono un’educazione militare brutale, una disciplina inflessibile e un indottrinamento superiore addirittura a quello del Culto Imperiale. Proprio la loro dura formazione le rende tra le più devote armi al servizio dell’Imperatore e della causa imperiale.   

Nel gioco ci ritroveremo nei panni di Sorella Ofelia che, venuta a sapere che una delle sue sorelle presunta morta è in realtà ancora viva, inizia il suo viaggio per ritrovarla. Per farlo dovrà superare le forze del Chaos, tra cultisti, demoni e space marines traditori che si sono messi al servizio del Chaos e superare l’orrore della guerra che affligge l’universo di Warhammer 40,000.  

Nonostante una lore immensa, che sicuramente sarà apprezzata dai fan della serie, Battle Sister non fa mai nulla per spiegare ai neofiti alcun elemento della trama generale e questo, se si pensa ai tanti nuovi utenti della VR che avrebbero potuto aggiungersi alla schiera di fan di cui parlavamo all’inizio, ha il sapore di un’occasione mancata.  

Warhammer 40,000: Battle Sister

Si può fare di più

Al contrario della trama, il titolo di Pixel Toys si fa fin troppo accessibile quando si guarda al gameplay. Le due modalità di attacco come da tradizione Warhammer prevedono le classiche armi da fuoco per il combattimento a distanza e le armi da mischia. In entrambi casi, tuttavia, mai si sente la necessità di passare da una modalità di attacco all’altra, in ragione del level design, risolvendosi il tutto in una mera questione di “stile”.

Il gunplay poi, assolutamente basilare, sebbene molto accessibile per chi è alle prime armi con la VR, risulta decisamente poco soddisfacente per chi ha qualche ora in più di VR nelle gambe. Oltre alle classiche armi della tradizione Warhammer, Bolter e chain swords, ci sono lanciagranate, Lazcannons, Flamers, Power Swords ma se si escludono le armi bianche, il feeling delle armi da fuoco è pressochè lo stesso e piuttosto povero.

L’idea generale di Pixel Toys probabilmente era quella di offrire agli amanti della lore Warhammaer, le dinamiche di un gioco arcade piuttosto che un titolo in linea con i traguardi degli ultimi Warhammer “flat”, come Vermintide 2.

Il sistema di ricarica conferma questa sensazione di shooter arcade dato che per effettuarla (solitamente una delle operazioni più complicate in VR) basta avvicinare le armi ai fianchi una volta sganciato il caricatore. Nessuna procedura da padroneggiare, nessuna soddisfazione nell’effettuare una ricarica all’ultimo secondo e in definitiva davvero poca immersività.

Alle armi, si aggiungono i poteri magici, o meglio “atti di fede” che consentono effettuando apposite gestures, di effettuare una sorta di attacco cinetico, di attivare uno scudo che vi rende pressochè invincibile per pochi secondi, o di rallentare il tempo. Le implementazioni dei poteri magici, sebbene molto interessanti sulla carta, sembrano alquanto raffazzonate. In alcuni casi le gesture non si attivavano, in altre si attivavano senza volere.

Insomma un qualcosa che andrebbe quanto meno rivisto con una patch, visto che avrebbero sicuramente rappresentato uno degli elementi utili a rendere più dinamico il gameplay.

A mettere un po’ di pepe non serve neppure l’IA dei nemici che appare decisamente basica: quelli dotati di armi da fuoco punteranno ad eliminarvi dal loro riparo, mentre quelli dotati di armi bianche si lanceranno a capofitto nella battaglia, finendo per diventare carne da macello per le vostre lame.  

In sostanza, nelle 4 ore di durata di Battle Sister vi troverete quasi esclusivamente a sparare od orde di nemici che vi si lanceranno contro. Se amate una certa sensazione di onnipotenza, il tutto potrebbe anche piacervi, in caso contrario, questo potrebbe farvi decidere di abbandonare il gioco alla prima pausa.  

Warhammer 40,000: Battle Sister

Back to the 90s

Dal punto di vista tecnico e visivo ci sono alti e bassi. Sebbene alcune delle visuali siano decisamente interessanti, dall’altro è evidente che il gioco sia stato pensato avendo in mente le capacità tecniche del primo Quest e non del secondo. Texture in bassa risoluzione, ambienti spogli, modellazione poligonale dei nemici ai minimi termini e su tutto glitch grafici e problemi tecnici che hanno afflitto la nostra run ci hanno reso l’esperienza piuttosto amara. Davvero inguardabili gli effetti di eplosioni e fiamme: il gioco ci ha ricordato, in senso negativo, gli shooter sempliciotti dei primi anni ’90 ma senza l’effetto nostalgia.

L’impressione è quella che il gioco sia stato fatto uscire un po’ troppo in fretta, abbisognando di ancora qualche tempo per la limatura finale che avrebbe potuto decisamente rendere l’esperienza più fluida e soprattutto almeno graficamente più interessante.   

Comfort ed opzioni di movimento.  

Il gioco sebbene studiato per il sistema di Smooth Locomotion (movimento continuo) consente anche di selezionare la modalità teletrasporto e la rotazione a scatti.  In generale il ritmo è piuttosto frenetico, come è giusto che sia, tuttavia difficilmente se avete qualche ora di VR nelle gambe proverete motion sickness. Nel qual caso, giocando da seduti non dovreste avere di questi problemi.   

Conclusioni e giudizio   

Warhammer 40,000: Battle Sister è uno shooter mediocre, non fa nulla di clamorosamente sbagliato, ma non eccelle in nulla e osa ancora di meno. L’impostazione arcade lo renderà sicuramente poco attraente per gli amanti della serie, mentre la totale assenza di un accompagnamento alla lore lo renderà incomprensibile per tutti gli altri. Non lo sceglierete per le atmosfere e neppure per il comparto tecnico che appare decisamente datato e poco attraente. Neppure la longevità aiuta e con i titoli di coda che che arrivano dopo solo poche ore (quattro nella nostra prima run) stante la totale assenza di quest secondarie, di attività collaterali e di qualche spunto per approfondire la lore di Warhammer 40.000, appare davvero difficile giustificarne il prezzo pieno di 29,99 euro.

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