Recensione Synth Riders

Synth Riders

9 out of 10
Pro - Colonna Sonora eccellente - Gameplay divertente e vario grazie alle challenges - Tanti DLC e canzoni gratuite aggiunte con cadenza regolare Contro - Francamente? nessuno In breve Synth Riders è probabilmente il migliore Rhythm game in VR. Disponibile sia su Steam VR (ora anche in super sconto sfruttando il bundle Perfect Hit VR) che in versione Oculus Quest, il gioco dà il meglio di sé proprio sul visore stand alone di Facebook, sebbene risulti perfettamente giocabile sia con visori tether che con Virtual Desktop (qui trovate qualche consiglio per migliorare la latenza di Virtual Desktop). Con il supporto al nuovo fitness tracker integrato in Quest 2 dal firmware v.23, poi, Synth Rider diventa anche un’ottima occasione per fare movimento divertendosi.

Se vi chiedessero di chiudere gli occhi e di provare a immaginare gli anni 80, quali sarebbero le prime cose a venirvi in mente?

Probabilmente luci al neon, colori fluo, Tron, i Duran Duran, i sintetizzatori e ovviamente Never Ending the Story.

La cosa più interessante dei mitici 80’s però è che, pur essendo stato un periodo storico in cui i computer erano probabilmente grandi come un monolocale in centro a Milano, internet ancora relegato ad un qualche complesso militare super segreto nel deserto e il gusto per il taglio dei capelli decisamente non pervenuto, verrà ricordato come uno dei più fecondi per la cultura pop dei decenni a venire.

Negli anni ’80 è infatti prosperata la cultura cyberpunk, la musica elettronica e i sintetizzatori, la fiducia incondizionata verso la tecnologia e soprattutto l’amore per la VR. Sì, proprio la VR che oggi incontra ancora così tanta diffidenza da parte del pubblico, negli ’80 sembrava destinata a conquistare il mondo dell’intrattenimento.

Lo stile è tutto

Synth Riders è forse la perfetta incarnazione degli anni 80: c’è tutto, le luci strobo, la musica al sintetizzatore, il classico reticolo dei film di fantascienza anni ’80 a rappresentare il mondo digitale e soprattutto la VR.

Synth Riders è un rhythm game come cominciano ad essercene tanti in VR. Anche qui lo scopo sarà colpire con il giusto tempismo  gli indicatori luminosi che ci si presenteranno di fronte. La differenza però nel caso di Synth Riders la fa lo stile e la colonna sonora che in un gioco come questo sono tutto.

Flashdance o Blade Runner?

Per cominciare le ambientazioni di Synth Riders sono davvero sorprendenti. Alcuni elementi come i tunnel, per la verità, ricordano quelli al neon di Beat Saber, ma la maggior parte delle arene è del tutto originale e alcune di queste sono davvero memorabili. Ce ne sono sette tra cui scegliere ma la cosa che ci ha colpito maggiormente la prima volta che abbiamo provato il titolo è stata la sensazione di orizzonte sconfinato che il gioco riesce a trasmettere.

Difficile spiegarlo a parole, ma vi basterà indossare il visore e affrontare il tutorial per farvi rapire completamente da ambientazioni davvero sorprendenti (l’enorme volto che vi osserva a partire dal tutorial, ne è solo un esempio).

Inutile negarlo però, in un gioco di questo tipo a contare davvero è la colonna sonora e Synth Riders, sotto questo aspetto, non delude. Con oltre 30 brani disponibili e tanti DLC tra cui scegliere, Synth Riders ha probabilmente la colonna sonora più interessante tra i giochi di questo tipo disponibili su SteamVR e Quest.

Come ci si aspetterebbe da un titolo che sprizza ’80s da tutti i pori, si tratta di una colonna sonora prevalentemente elettronica in cui è il sintetizzatore a farla da padrone. Si passa da brani che non stonerebbero in film come Flashdance, a quelli che avrebbero potuto benissimo far da main track per un metroidvania o un Blade Runner. Una cosa però li accomuna tutti, la perfetta capacità di adattarsi ad un gameplay in cui il ritmo è tutto.

Tecnica rodata, esecuzione eccellente

E veniamo quindi all’altro punto forte del titolo, il gameplay. Il gioco proprio come Beat Saber, ha una curva di apprendimento molto lineare il che consente anche a coloro che sono alle prime armi in VR di prendere piuttosto facilmente dimestichezza con i controlli di gioco. A mano a mano però che ci si avventura in modalità sempre più complesse, il gioco aumenta progressivamente il grado di sfida.

Il gameplay è lo stesso di quello visto in altri giochi di questo tipo. Con le nostre mani trasformate in sfere luminose, dovremo colpire a tempo di musica le sfere proiettate verso di noi. Il gioco fa di tutto per farci muovere le braccia a più non posso, alternando con una buona frequenza la posizione delle sfere luminose da colpire, da destra a sinistra o invitandoci a tenere unite le mani seguendo il binario di una scia luminosa.

La sensazione, quindi, proprio grazie a questa maggiore mobilità delle braccia e dell’intero busto è che, a differenza di tanti altri giochi come Beat Saber, in Synth riders si ha l’idea di muoversi all’interno di una coreografia perfettamente in sync con la musica che scorre nelle vostre cuffie. E questo vi farà sentire anche meno stupidi se avrete l’ardire di riguardare una vostra sessione filmata con una camera esterna.

Fitness game

Synth Riders ha inoltre un’interessante meccanica denominata Force che permette al gioco di trasformarsi anche in un divertente sistema per tenersi allenati. Nella modalità Force un indicatore sul pugno destro e sinistro, misura la forza con cui colpirete le sfere luminose e il punteggio totalizzato influirà su quello complessivo al termine della traccia. Questa modalità è indipendente dalla piattaforma su cui scegliere di acquistare Synth Riders, in quanto il gioco ha un tracker fitness integrato ma la versione Oculus Quest grazie anche alla recente introduzione di Move e alla possibilità di giocare senza fili, ha sicuramente una marcia in più.

Synth Riders fitness tracker

Sempre su piattaforma Oculus, la recente introduzione di Challenges permette la creazione di mini tornei e sfide con i vostri amici e l’intera comunità VR. In questa modalità sarà infatti possibile sfidare gli avversari in sfide personalizzate, ad esempio provando a raggiunger il punteggio più alto durante l’arco della settimana.

Inoltre gli sviluppatori, ogni mercoledì, vi proporranno sfide ufficiali, le Featured Challenge interamente multipiattaforma e cioè accessibili indipendentemente dalla vostra piattaforma.

Tutto questo, insieme ad una eccellente modalità di personalizzazione delle tracce, l’aggiunta di nuove tracce gratuite con cadenza regolare e i nuovi DLC (tra cui vi consigliamo Cyberpunk Essentials) rendono il titolo estremamente rigiocabile anche senza considerare l’ottima community che ha già trovato il modo per aumentare all’infinito il numero di tracce presenti in game.

Commento finale

Synth Riders è probabilmente il migliore Rhythm game in VR.  Disponibile sia su Steam VR (ora anche in super sconto sfruttando il bundle Perfect Hit VR) che in versione Oculus Quest, il gioco dà il meglio di sé proprio sul visore stand alone di Facebook, sebbene risulti perfettamente giocabile sia con visori tether che con Virtual Desktop (qui trovate qualche consiglio per migliorare la latenza di Virtual Desktop). Con il supporto al nuovo fitness tracker integrato in Quest 2 dal firmware v.23, poi, Synth Rider diventa anche un’ottima occasione per fare movimento divertendosi.

Synth Riders è disponibile su Oculus Quest e su Steam, dove fa parte anche del pacchetto Perfect HIT VR che vi permette di acquistare Synth Riders, Thrill of The Fight e Eleven Table Tennis a prezzo scontato.

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