Recensione Beat Saber

Il system seller che mancava alla VR?

Versione testata: Oculus Quest

Un debutto così probabilmente non se lo aspettavano neppure loro; un successo planetario entrato anche nell’immaginario pop con Jimmy Fellon pronto a proporlo a Brie “Capitan Marvel” Larson, durante una delle sue battle con gli ospiti vip del suo talk show. Uno di quei successi insomma, che fanno sì che ti venga attribuita la targhetta di “predestinato”, generando aspettative forse eccessive per ogni tuo lavoro futuro. E’ questo quello che è successo a Beat Games, il piccolo team di sviluppo che ha creato Beat Saber, uno dei giochi VR più amati dal pubblico di “enthusiast” della vr, ma anche e soprattutto dai casual, quelli che, diciamocelo, ti fanno vendere il prodotto. Un successo che ricorda un po’ quanto accaduto con Wii Sports, un titolo che ha contribuito al grande successo di Nintendo Wii.

Beat Saber è un rhythm game disponibile praticamente su tutte le piattaforme VR ma che su Quest trova il suo luogo d’elezione, grazie alla portabilità del visore stand alone di Oculus.

Il gameplay è semplice ed immediato e proprio questo, forse, ne ha determinato il successo: impugnando due spade laser di diverso colore, una blu ed una rossa, dovrete fare a fette, tagliandoli nel verso indicato, i cubetti del colore corrispondente alla spada, che vengono sparati verso di voi a tempo di musica.

Il gioco si mantiene su un livello piuttosto semplice nelle fasi iniziali, utili a farvi prendere dimestichezza con il sistema di controllo, per poi diventare sempre più complicato a mano a mano che si prosegue nella campagna: la velocità e la densità dei cubetti aumenta, le indicazioni sul verso del taglio scompaiono e la posizione dei cubetti cambia all’ultimo momento. Cominciano a comparire ostacoli che vi impongono di spostarvi, di mettervi di lato, di abbassarvi sulle ginocchia; entrano in gioco bombe, penalizzazioni, timer e moltiplicatori e il titolo cambia faccia, diventando estremamente dinamico e competitivo.

Al termine della vostra esibizione riceverete un punteggio che varia in base al numero di miss, di errori nel taglio e persino in base allo stile e alla precisione che avrete messo nella nobile arte di affettare cose. E’ questo l’aspetto che più ci piaciuto di Beat saber, la sua capacità di disegnare alla perfezione una curva di difficoltà accessibile anche a coloro che normalmente sono del tutto estranei al gaming, nelle prime fasi di gioco, per poi trasformarsi, se si cerca quel grado di sfida, in un titolo estremamente punitivo che richiede dedizione e tanta tanta pratica per poter essere “addomesticato”. Una dedizione che, tuttavia, sarete ben disposti a concedergli visto anche l’enorme piacere che si prova ad affettare cose.

A colpi di lightsaber

Il piacere è anche amplificato da una colonna sonora che, sebbene un po’ ripetitiva, è estremamente coinvolgente. Anzi, nei rari momenti in cui il gioco vi concede qualche pausa, vi ritroverete a ballare “spada laser” in mano.
Le modalità di gioco sono solo tre, la Campagna, che vi permette di affrontare tutte le possibili variabili affrontabili nel gioco; Free Play con cui affrontare singoli brani con impostazioni, moltiplicatori e penalizzazioni personalizzate e infine Multiplayer con cui passandovi il visore, potrete sfidare gli amici a realizzare un punteggio migliore del vostro.

Il grande successo di Beat Saber è perciò determinato anche da una colonna sonora originale di altissimo livello che si adatta con naturalezza all’incremento progressivo di difficoltà. Tuttavia il numero di brani presenti nella versione standard è estremamente limitato e dopo poco comincerete a trovarli un po’ ripetitivi. Per fortuna lo store è pieno di brani più o meno famosi, che possono essere acquistati singolarmente o in expansion pack, tutti divertenti e ben studiati come quelli originali. Ci sono ad esempio le canzoni degli Imagine Dragons, quelle di Timbaland e dei Green Day, ma anche gruppi meno noti al grande pubblico o canzoni scritte appositamente per il gioco.

Tra quelle che in questi giorni di quarantena ci stanno tenendo più impegnati vi segnaliamo FitBeat, un pezzo studiato per farvi fare esercizio e smaltire i lieviti e le calorie di cui in questi giorni abbiamo tutti abusato (un piccolo consiglio, procuratevi cover antisudore per il vostro Quest, ne avrete bisogno). Il prezzo dei singoli brani è forse l’unica nota negativa, 1,99 sono tanti se considerate che il pack con 6 canzoni puo’ essere acquistato a circa 9 euro grazie agli sconti molto frequenti sullo store.

Last night a DJ saved my life.

A salvare i nostri portafogli ci ha pensato la stessa Beat Games con l’introduzione di una delle funzionalità più richieste dalla community: il level editor. Grazie a questa nuova funzionalità, gli utenti possono aggiungere i propri brani preferiti, purchè previamente convertiti in formato Wav e OGG, e renderli delle perfette soundtrack per Beat Saber. Il level editor, che per ovvie ragioni funziona solo su PC, consente non soltanto di lavorare sui blocchi, ostacoli, bombe e difficoltà generale, ma anche di personalizzare gli ambienti con luci e colori diversi. I progetti possono poi essere salvati e giocati direttamente nel proprio visore.

Purtroppo però questo tipo di personalizzazione non è un lavoro per tutti: la preparazione di un singolo brano infatti, puo’ richiedere anche diverse ore di lavoro e non tutti sono disposti ad impiegare il proprio tempo in questo modo. Inoltre, motivi legati al copyright delle singole tracce rendono impossibile la condivisione dei livelli tra gli utenti, limitando di fatto a pochissime persone l’utilizzo dell’interessante strumento. Questo sia chiaro a patto che si intenda rispettare il divieto di convidisione: la folta comunità di Beat Sabers ha infatti già trovato il modo di aggiungere tracce personalizzate dagli utenti alla propria libreria, ma è un argomento questo che come potete immaginare non può essere oggetto di questa review.

Lucy in the Sky with Diamond

Dal punto di vista tecnico c’è poco da dire, Beat Saber è un’esplosione psichedelica, ma bicromatica, di luci e forme che esaltano il gesto tanto automatico quanto soddisfacente di tagliare cose a tempo di musica. Oculus Quest è la casa ideale per un gioco di questo tipo perchè non ha bisogno di grande potenza di calcolo, ma piuttosto di libertà di movimento e precisione del tracking, tutte cose in cui il dispositivo stand alone di Oculus eccelle.

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