Recensione ALTDEUS: Beyond Chronos

ALTDEUS: Beyond Chronos

8 out of 10
Pro - Se vi piacciono le visual novel giapponesi è un must - Trama estremamente ramificata - Ottima rigiocabilità Contro Poca interattività - con l'aggiunta di qualche elemento ludico in più avrebbe potuto essere ancora migliore - Non fa per voi se non amate le visual novel nipponiche In breve ALTDEUS: Beyond Chronos non è un videogioco nel termine classico del termine. E’ una visual novel giapponese fino al midollo che siamo sicuri sarà apprezzata da chi ama questo tipo di intrattenimento. I personaggi hanno carisma e lo script della sceneggiatura è davvero immenso, con una trama estremamente ramificata e tanti archi narrativi esplorabili solo con diverse run. In essa si respira l’amore spassionato dei giapponesi per l’approfondimento psicologico dei personaggi a volte financo esasperante. E’ quindi una esperienza non per tutti, ma anche di questo ha bisogno la VR per prosperare: varietà.

Versione testata Oculus Quest 2

In VR esistono davvero giochi di ogni tipo. FPS, Platform, third person shooters, simulatori di box, rhythm games. Ad oggi però il genere dei romanzi visuali anime, tanto in voga in Giappone, è un genere abbastanza trascurato. La software house MyDearest Inc. già in passato aveva provato a rimpolpare il catalogo dei titoli VR con il suo Tokyo Chronos che, sebbene molto apprezzato nel Sol Levante, non aveva raccolto le critiche sperate in occidente.  

Oggi lo sviluppatore ci riprova con ALTDEUS: Beyond Chronos un gioco che ha tutte le carte in tavola per  rappresentare un nuovo standard del genere.  

Se vi aspettate però un gioco di mech futuristici in VR, spiacente di deludervi: ALTDEUS è un racconto interattivo, una esperienza in VR anche piuttosto statica. Se la cosa vi stuzzica e non vi fate intimorire da monologhi shakespeariani in salsa giapponese, allora continuare a leggere.  

Oltre il tempo

ALTDEUS: Beyond Chronos pur essendo ambientato nel 2080, circa 200 anni dopo Tokyo Chronos,  non è un sequel diretto del titolo e quindi può essere apprezzato anche da chi è completamente a digiuno della lore di MyDearest Inc.

Nei panni della Designed Human Chloe, una sorta di Androide, ed a bordo di giganteschi mech chiamati Makhia, avremo il compito di combattere una minaccia che sta devastando la terra, i Meteora.  Per difendersi dalla comparsa di questi essere alieni, l’umanità ha deciso di rifugiarsi sottoterra e per sopravvivere ha allestito la squadra Prometheus che ha il compito di contrastare e sconfiggere la minaccia aliena.  

Come abbiamo detto il titolo non offre sezioni di gameplay “dinamico”, si tratta principalmente di un romanzo interattivo che può essere ascoltato (se conoscete la lingua inglese) direttamente attraverso l’ottimo doppiaggio, oppure “letto” (sempre solo in inglese) nei sottotitoli proprio come avviene nelle visual novel tradizionali.

Come gli appassionati di questo genere sanno bene, i giochi giapponesi di questo tipo tendono a preferire l’introspezione e l’approfondimento dei personaggi, quindi vi ritroverete molto spesso ad ascoltare lunghe riflessioni personali sulla legittimità o meno di una determinata azione.

Più Run, più storie

L’estremo approfondimento dei personaggi è essenziale per la struttura ludico/narrativa del titolo e ciò vi sarà chiaro quando approfondirete gli archi narrativi collaterali nelle successive run.

In quanto racconto interattivo, ALTDEUS: Beyond Chronos vi consente di influenzare il corso degli eventi mettendovi di fronte a delle scelte. Queste scelte, sbloccabili attraverso le diverse opzioni dei dialoghi, aprono o chiudono determinati percorsi narrativi conducendovi a diversi finali,

Un po’ come avviene in Detroit Become Human e in altri giochi simili story driven, gli archi narrativi possono essere ripercorsi all’ interfaccia Ariadne (omaggio alla mitologia classica e al mito del filo di Arianna), che vi permette di selezionare determinati snodi cruciali della vostra storia e di affrontarli in modo diverso.

ALTDEUS Beyond Chronos

Ma non è tutto. La trama di ALTEDUS Beyond Chronos infatti è così articolata che una sola run (completabile in appena tre ore) servirà solo a scalfirne la superficie. Solo attraverso più run complete del gioco, riuscirete ad avere un’idea chiara dell’arco narrativo principale. Come dicevamo l’approfondimento dei personaggi vi apparirà più chiaro in questa seconda fase nella quale riuscirete a ricomporre i tasselli della narrazione principale.

ALTDEUS Beyond Chronos

Spettatori di un mondo che cambia

Dal punto di vista ludico non c’è un granchè da fare. A parte attivare qualche opzione all’interno del mach, interagire con alcune parti della UI e come detto selezionare le diverse scelte di dialogo, il giocatore è uno spettatore. Le scene sono statiche e i personaggi si muovono (poco) intorno a voi. Potrete guardare ovunque ma questo è tutto. Sia chiaro non ci aspettavamo nulla di diverso considerato il genere a cui ALTDEUS: Beyond Chronos appartiene, ma indubbiamente un maggior grado di interattività ci avrebbe fatto sicuramente piacere, anche perché in alcuni tratti sembra ci siano tutte le premesse per prendere direttamente il controllo dell’Alto Makhia e far fuori qualche bestiaccia aliena. 

ALTDEUS Beyond Chronos

Sotto il profilo tecnico trattandosi di un romanzo interattivo e visto il carattere statico dell’esperienza non c’è un granchè da dire. Le animazioni comunque sono buone e il comparto sonoro discreto. Merita invece il doppiaggio, solo in lingua inglese, che vi permette di apprezzare la buona recitazione del cast degli attori. 

Commento finale

ALTDEUS: Beyond Chronos non è un videogioco nel termine classico del termine. E’ una visual novel giapponese fino al midollo che siamo sicuri sarà apprezzata da chi ama questo tipo di intrattenimento. I personaggi hanno carisma e lo script della sceneggiatura è davvero immenso, con una trama estremamente ramificata e tanti archi narrativi esplorabili solo con diverse run. In essa si respira l’amore spassionato dei giapponesi per l’approfondimento psicologico dei personaggi a volte financo esasperante. E’ quindi una esperienza non per tutti, ma anche di questo ha bisogno la VR per prosperare: varietà. 

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