Recensione Song in the Smoke

Song in the Smoke

9 out of 10
Pro
    Comparto tecnico;
    Crafting innovativo;
    Longevità;
Contro
    Non c'è finger tracking;
    Qualche texture poco dettagliata.
Un titolo imperdibile Song of the Smoke è una perla nascosta, il classico gioco che ti aspetti e che per questo è in grado di lasciarti senza fiato: è coinvolgente, emozionante, longevo, con meccaniche di crafting splendidamente realizzate ed una realizzazione artistica eccezionale. Sono davvero pochi o nulli i difetti (a voler essere pignoli l'assenza della mano che si chiude e qualche texture non proprio perfetta) tant'è che non possiamo non consigliarlo a chiunque disponga di un visore VR, indipendentemente dal fatto che si ami o no il genere.

Disponibile su SteamVR, PlayStation VR, Oculus Quest 2. Versione Testata Oculus Quest 2

Song in the Smoke, opera prima in VR della software house giapponese 17-bit e rilasciato al pubblico nel settembre 2021 per SteamVR e PSVR e Oculus Quest 2, è una avventura survival che ci riporta in un mondo primitivo di milioni di anni fa in cui l’obiettivo è sopravvivere. Le meccaniche di gioco ricordano molto da vicino quelle di The Forest VR e Into The Radius, in quanto gli obbiettivi principali saranno il crafting e la caccia, ma se ne discosta non soltanto per l’ambientazione unica ma anche per una realizzazione davvero eccezionale per un gioco VR.

Che gioco è?

Song in the Smoke come dicevamo, è un titolo survival con prospettiva in prima persona, in cui dovremo provare a sopravvivere in un open world meraviglioso e spaventoso allo stesso momento. Fitte foreste e cime innevate si alternano a distese erbose, tutte popolate da creature che rispondono ad una sola legge, quella del più forte.

Per sopravvivere dovremo quindi dimostrarci più forti e più furbi dell’ambiente circostante. Dovremo quindi procurarci da mangiare utilizzando armi costruite da noi stessi recuperando materiali di fortuna, sopravvivere al freddo e alla notte, recuperare forze con il sonno evitando di finire preda di animali notturni.

Song in the Smoke

Gameplay e longevità

Song in the smoke è organizzato in livelli, per i superare i quali dovremo recuperare delle pietre viola fluttuanti disperse nel mondo di gioco. Vero fulcro dell’esperienza di Song in the Smoke tuttavia, inutile girarci intorno, è il crafting, che in VR e in questo titolo specifico raggiunge la sua sublimazione. Il gioco non soltanto offre ricette di crafting diversissime da loro, ma grazie ai motion controller, offre un grado di immedesimazione sconosciuto ai titoli concorrenti, anche blasonatissimi, in flat screen.

Accendere un fuoco mediante lo sfregamento di una pietra, per ripararsi dal freddo e spaventare i predatori notturni, fabbricare una lancia appuntita affilando un bastone con un coltello d’osso, sono azioni che vengono gestite in maniera del tutto naturale e offrono e coinvolgono il giocatore in maniera eccezionale. E come dimenticare le pozioni e bevande che possono essere create pestando erbe selvatiche e bacche con un mortaio e una ciotola. Tutto funziona alla perfezione e mai una volta abbiamo trovato “forzato” il compimento di una particolare azione.

Anche la parte più action del titolo, la caccia, è stata studiata per offrire al giocatore un alto grado di immedisimazione. Qui a farla da padrone saranno la destrezza, i riflessi, la furbizia, ma soprattutto, ancora una volta, l’utilizzo delle migliori armi possibili per ciascuna situazione. Attaccare un animale con una lancia spuntata o una clava, non farà altro che ferirlo e farlo scappare, risultando del tutto inefficaci invece con animali più feroci e aggressivi, contro i quali dovremo invece utilizzare un approccio stealth, sgattaiolando alle loro spalle e nascondendoci nella boscaglia o nell’erba alta.

Song in the Smoke

Come dicevamo, il compito più duro in un mondo ostile e selvaggio sarà sopravvivere. Sul polso destro del nostro alter ego, una sorta di orologio offre indicazioni sullo stato di fame (che si presenterà con dei cosciotti di carne sulla visuale) di freddo (con dei fiocchi di neve) e di sonno. Questi valori sull’orologio vanno controllati molto spesso per evitare spiacevoli inconvenienti.

Non essendoci un sistema di salvataggio automatico e di recupero salute, l’unico modo per non morire è accendere dei falò che possiamo costruire con delle pietre, legni, resina e la scintilla provocata da due pietre focaie. Il grado di sfida che il gioco offre, quindi, è sicuramente elevato e questo unito ad una longevità eccellente per un titolo VR che si attesta intorno alle 8/9 ore rendono pienamente meritato il costo del biglietto che si attesta sui 24,99 euro. Probabilmente le ore di gioco sarebbero aumentate ancora di più se il titolo avesse avuto una storia.

Song in the Smoke

Comparto tecnico

Spostandoci al comparto tecnico, Song of the Smoke si presenta con una grafica in cell shading perfettamente in sintonia col genere (se avete amato lo stile di Long in the Dark, amerete anche questo). Pur non regalando texture incredibili, la combinazione tra una direzione artistica eccezionale e l’eccellente gestione delle luci e delle ombre e degli effetti particellari come nebbia e fumo, immergono il giocatore in un mondo fantastico, quasi mitologico, spaventoso e meraviglioso al tempo stesso.

Anche il sound design svolge egregiamente la sua parte in questo tentativo di trasportare il giocatore in un altro luogo del tempo e dello spazio, risultando essenziale per avvertire i predatori che si spostano nell’erba, gli altri elementi dell’ambiente circostante e semplicemente riscoprire un contatto con una natura giovane e selvaggia.

Perchè giocarlo?

Song of the Smoke è un gioco che non si può non considerare se siete in cerca di un avventura lunga, vera, difficile e con soprattutto una grafica cosi particolare come può offrire questo titolo.

Perchè no?

Ci sono veramente pochi motivi per non consigliare Song in the Smoke. A volerne trovare uno, se proprio dobbiamo, potrebbe essere un grado di difficoltà più elevato rispetto alla gran parte dei giochi presenti su VR, ma si può davvero chiamare un problema? Decisamente no, per questo anche questo aspetto, per quanto ci riguarda finisce direttamente tra i “Pro”.

Commento finale

Song of the Smoke è una perla nascosta, il classico gioco che non ti aspetti e che per questo è in grado di lasciarti senza fiato: è coinvolgente, emozionante, longevo, con meccaniche di crafting splendidamente realizzate ed una direzione artistica eccezionale. Sono davvero pochi o nulli i difetti (a voler essere pignoli l’assenza della mano che si chiude e qualche texture non proprio perfetta) tant’è che non possiamo non consigliarlo a chiunque disponga di un visore VR, indipendentemente dal fatto che si ami o no il genere. Song in the Smoke entra di diritto, quindi, nella nostra lista dei migliori titoli per Quest 2.

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