Recensione Jurassic World Aftermath Parte I e II

Recensione Jurassic World Aftermath

9 out of 10
Pro
    Grafica e direzione artistica spaziale;
    Gameplay divertente e storia ben studiata;
    Longevità;
Contro
    Fisica degli oggetti assente;
Un'esperienza a prova di tachicardia Jurassic World Aftermath è un titolo imperdibile per tutti i possessori di Meta Quest 2 grazie ad una storia interessante ed un gameplay senza sbavature. Un level design davvero di altissimo livello e un comparto artistico ispirato completano il quadro. L'unico fattore negativo è l'assenza della possibilità di interagire con tutti gli oggetti presenti nel gioco.

Disponibile in esclusiva per Meta Quest 2. Versione provata 2.1.

Jurassic World Aftermath è la trasposizione videoludica ad opera di CoatSink della celebre saga cinematografica. Uscito il 17 dicembre 2020, il titolo ci offre un’esperienza VR stealth-horror nella temibile Isla Nublar in cui il nostro unico scopo sarà sopravvivere.

Che gioco è?

Jurassic World Aftermath inizia dopo due anni dalla catastrofe naratta nel film Jurassic World, con la dottoressa Mia Everett ed il nostro alter ego Sam alle prese sin da subito con un evento tragico. L’aereo che li sta portando sull’isola infatti, viene attaccato da pterodattili che abbatteranno il nostro aereo facendoci atterrare sulla temibile isola pullulata da dinosauri. ll gioco è stato rilasciato in due parti, la prima a dicembre del 2020 e la seconda a settembre del 2021, è quindi ora possibile godersi l’intera avventura tutta d’un fiato.

Più concretamente, l’obiettivo del gioco è provare a mettersi in contatto con il mondo esterno, in una mappa sviluppata principalmente in ambienti chiusi come uffici o zone di contenimento, a loro volta ripartite in cinque aree. La riuscita della nostra avventura sarà ostacolata non soltanto da missioni secondarie e piccoli inconvenienti che avremo il compito di risolvere come riparare porte, ascensori oppure riattivare l’elettricità, ma dalla presenza costante e ansiogena dei Velociraptor che infestano l’isola e che non vedono l’ora di saziarsi delle nostre budella. Così come in Resident Evil 2, dove il carissimo Mr.X spuntava ovunque infondendo “pessimismo e fastidio” o in Alien Isolation, dove lo Xenomorpho seminava ansia e paura, in Jurassic World Aftermath i velociraptor tengono la tensione del giocatore a mille complice un level design ispiratissimo e un comparto tecnico che, come vedremo è davvero interessantissimo.

Gameplay e longevità

In Jurassic World Aftermath non esistono armi o qualunque altro mezzo di autodifesa. Del resto sarebbero davvero poco funzionali contro i predatori più feroci della storia. Sarà importantissimo quindi per sfuggire ai loro denti affilati, bilanciare i movimenti e non fare rumore, camminando nella maniera più lenta possibile e correndo solo quando assolutamente necessario. La corsa infatti non fa altro che attirare l’attenzione dei dinosauri che non esiteranno a braccarci per tutta la mappa costringendoci a trovare asilo nei posti più impensabili, come un armadietto, un ripostiglio ecc.

Abbiamo detto che in Jurassic World Aftermath non ci sono armi e mezzi di difesa. Beh non è proprio così. In realtà proprio all’inizio dell’avventura al giocatore è fornito un attrezzo in grado di hackerare dispositivi facendogli emettere suoni in grado di creare diversivi o rumori di disturbo e permettendoci così di scappare dagli ansiogeni velociraptor. Un altro dispositivo ricorrente e imperdibile in quasi tutti i giochi VR è l’indicatore di direzione, che ci permetterà di seguire una direzione ben precisa senza perdersi nei meandri delle strutture. Nella seconda parte del gioco ci viene offerto infine un dispositivo che permette di rintracciare altri dispositivi elettronici emettendo un suono quando ci si trova vicino a questo. Ma attenzione dovremo ricordarci che quel suono attirerà i dinosauri che insospettiti si avvicineranno.

Jurassic World Aftermath recensione

Da una parte c’è il buio dall’altra la luce

Come in un vero e proprio horror, in Jurassic World Aftermath gran parte dei momenti più emozionanti è determinato dall’atmosfera e dalle luci. In alcune aree infatti ci muoveremo completamente al buio, con l’unica torcia a disposizione che guarda caso si spegnerà nei punti più terrificanti. In altre situazioni addirittura ci troveremo a lavorare al buio, con un velociraptor bioluminescente visibile al buio a farci da secondino.

Longevità

Jurassic World Aftermath è una storia ricca di colpi di scena, momenti tristi ed emozionanti e tanti ma tanti imprevisti. Nel complesso la longevità si attesta sulle 4/5 ore per la prima parte e le circa 3/4 necessarie a completare la seconda parte. Un numero di tutto rispetto per gli standard VR che però scorrerà via in un baleno grazie ad un incredibile story telling che vi terrà letteralmente incollati al visore; e anche quando saggiamente lo avrete tolto per dedicarvi alla vita reale, vi verrà voglia di reindossarlo subito per sapere come va a finire quella particolare situazione.

Jurassic World Aftermath recensione

Comparto tecnico

Jurassic World Aftermath colpisce chiaramente per il suo Cel-Shading con una grafica a vignette davvero incredibile ed uno stile che avevamo già apprezzato in VR con Song in The Smoke. Qui però si va anche oltre, con dettagli di ogni cosa curati nei minimi particolari, un sistema di illuminazione dinamica veramente di altissimo livello ed effetti particellari spettacolari che si mescolano ad un comparto sonoro da vera tripla A della VR. Come non rimanere infatti del tutto pietrificati al rumore dei passi dei dinosauri in avvicinamento, il cui incedere solleva polvere e terrore in egual misura. Anche i modelli poligonali dei vari dinosauri che avremo il piacere di conoscere, nonostante la grafica cel shading, sono realizzati con una cura estrema che non fa rimpiangere una grafica più realistica. Anzi a volerla dire tutta, viste le limitate possibilità tecniche di Meta Quest 2, forse questa scelta è la più saggia per tante altre produzioni.

Jurassic World Aftermath recensione

Perché giocarlo?

Jurassic World Aftermath deve essere giocato da tutti gli amanti della VR; se poi amate il genere survival horror alla Alien Isolation non possiamo che consigliarvelo con sincerità; è una avventura estenuante, terrificante e non semplice ma in grado di regalare tante soddisfazioni e piccole gioie alla fine del gioco.

Perché no?

Per chi vuole farsi una tranquilla partita senza avere un cardiopalma costante non lo consigliamo anche se la storia davvero coinvolgente compensa il terrore e l’ansia offerta dal titolo. Non lo si può consigliare per chi ha poco tempo da spenderci considerando che dura un totale di circa 8/9 ore e per chi ha poca pazienza, dato che è un titolo che va gustato a pieno leggendo tutti i dettagli e scoprendo il più possibile di questo parco terrificante.

Commento finale

Jurassic World Aftermath, è sicuramente uno dei migliori Horror VR reperibile sul mercato con ambientazioni e una grafica a dir poco incredibili. Il prestigioso franchise a cui appartiene ha sicuramente contribuito a decretarne il successo, che tuttavia non possiamo che condividere. Anche se non si è appassionati di questa grande saga cinematografica è impossibile non lasciarsi coinvolgere da una narrazione davvero ben fatta, ricca di colpi di scena e di momenti entusiasmanti, e da un level design che ben si sposa con lo scopo del gioco: sopravvivere. I difetti sono davvero pochissimi, tra questi il più rilevante è probabilmente l’assenza della possibilità di interagire con le mani nel mondo virtuale.

Insomma Jurassic World Aftermath entra a pieno titolo nella nostra lista di imperdibili per la piattaforma Meta Quest 2.

Previous ArticleNext Article

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *