John Carmack insiste: un milione di dollari per portare i classici id Software in VR

Mentre Microsoft licenzia 136 persone da id Software — quasi tre quarti dello staff — John Carmack ricorda al colosso di Redmond che la sua offerta è ancora sul tavolo: un milione di dollari di garanzia per commercializzare i port VR dei capolavori dello studio da lui fondato. Il messaggio, arrivato in un post pubblico su X, ha il peso di un’apertura concreta in un momento drammatico per il team che ha scritto la storia degli sparatutto.

Una garanzia da un milione, ancora valida

Già l’anno scorso Carmack si era detto pronto a coprire personalmente “un milione di dollari in vendite” per permettere a Team Beef di distribuire ufficialmente i propri adattamenti VR su Quest Store. Oggi ha ribadito quell’impegno con poche parole nette: «Sono ancora disposto a garantire un milione di dollari».

La dichiarazione arriva nel pieno del “reset” del business gaming di Microsoft, che prevede il taglio di 3200 posti di lavoro in diversi studi. Per id Software — passata a ZeniMax nel 2009 e confluita in Microsoft con l’acquisizione del 2021 — il colpo è stato durissimo: 136 dipendenti su 185, il 73,5% della forza lavoro, sono stati licenziati.

Da Doom a Quake: l’eredità di Team Beef in realtà virtuale

Team Beef ha costruito negli anni una libreria di port VR che abbraccia i pilastri di id Software: Doom, Doom 3, Return to Castle Wolfenstein, Quake, Quake 2 e Quake 3. A questi si aggiungono altre icone del gaming PC come Tomb Raider, Duke Nukem 3D e i capitoli della serie Star Wars Jedi Knight.

Al momento, per giocare con un visore Meta Quest bisogna acquistare i titoli originali su PC e installarli tramite SideQuest insieme al codice modificato dal team. L’ufficializzazione su Quest Store semplificherebbe tutto, trasformando esperienze da smanettoni in prodotti pronti all’uso per un pubblico molto più ampio.

Il fondatore, Oculus e la nostalgia del futuro

Prima di fondare id Software, Carmack ne ha plasmato il motore tecnologico, e dopo la parentesi da CTO di Oculus non ha mai smesso di spingere per portare i classici dello studio nella realtà virtuale. «Avevo qualche speranza», aveva commentato l’anno scorso, «ma alla fine è rimasto un affare troppo piccolo per smuovere qualcosa in un’azienda delle dimensioni di Microsoft».

Ora, con molti dei volti storici di id Software fuori dai giochi, l’offerta torna a galla. Spetta a Microsoft decidere se cogliere un’occasione che unisce radici culturali, mercato VR e un assegno garantito da uno dei nomi più influenti dell’industria.

Carmack però è anche intervenuto sulla questione più generale della crisi del settore, e dal suo account X scrive:

Ho cercato di trovare qualcosa di significativo da dire riguardo ai licenziamenti alla Id Software.
La mia affermazione secondo cui “Microsoft sarà probabilmente un buon custode del marchio” non sta reggendo bene il passare del tempo, e questo sicuramente smorzerà l’entusiasmo della riunione dei fondatori al QuakeCon il mese prossimo.
Sono rattristato, ma non riesco a provare rabbia o indignazione per questa situazione. Non ho accesso ai bilanci, ma sospetto che Id Software fosse un’attività marginale dal punto di vista di Microsoft. Credo alle notizie secondo cui i ricavi di Minecraft abbiano sostenuto diversi altri studi.
Per continuare a essere prodotti a lungo termine, i giochi devono avere successo, non solo essere amati.
I giochi sono in competizione con ogni altra opzione per cui spendere il proprio tempo libero e il proprio denaro, e la concorrenza è spietata.
Non si può escludere la possibilità che i dirigenti siano degli idioti, ma questa non dovrebbe essere la vostra convinzione di default. Non credo che ci fosse una strada ovvia che avrebbe raddoppiato i ricavi dei giochi di Id.
Avrebbero potuto ottenere di più con una strategia di prezzo diversa?
Avrebbero potuto creare più prodotti da vendere ai fan?
Avrebbero potuto fare marketing in modo più efficiente in termini di costi, in modo da raggiungere più giocatori che avrebbero amato e acquistato i giochi?
Avrebbero potuto modificare il design dei giochi e ampliarne il fascino a un pubblico più ampio senza allontanare i giocatori esistenti?
Avrebbero potuto produrre i giochi a un costo inferiore, più velocemente o a un prezzo più basso?
Non lo so davvero.
La partita non è ancora finita, e spero che lo studio riesca a risollevarsi.

Parole insomma di grande buon senso che arrivano dopo quelle di Asha Sharma, Presidente di Xbox che aveva nei giorni scorsi, con il post sul sito ufficiale intitolato “Resetting Xbox” fatto il punto sulla situazione dei tagli e sullo stato del brand Xbox. Sharma in quella occasione avrebbe evidenziato una situazione disastrosa, in cui Microsoft perde circa 64cent per ogni dollaro investito e in cui a fronte di decine di acquisizioni importanti non sarebbero arrivati titoli capaci di spostare numeri reali.

Questo secondo Carmack non è un sistema che può reggersi da solo e purtroppo, noi non possiamo che essere d’accordo con lui.

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