Il tracciamento oculare è uno degli aspetti più critici per l’evoluzione della realtà virtuale e aumentata, influenzando direttamente l’esperienza utente e l’efficienza computazionale. Ora, un team di ricercatori dell’Università dell’Arizona ha sviluppato una metodologia innovativa che potrebbe ridefinire gli standard di precisione, superando di gran lunga le tecnologie attuali.
La tecnologia basata sulla deflectometria
Al cuore di questa svolta c’è la deflectometria, una tecnica di imaging 3D tradizionalmente utilizzata per misurare superfici riflettenti con estrema accuratezza. A differenza dei metodi tradizionali, che si affidano a emettitori infrarossi per catturare circa dodici punti sulla superficie dell’occhio, questo nuovo approccio ne analizza oltre 40.000 in un singolo scatto fotografico.
Il sistema funziona illuminando l’occhio con pattern luminosi proiettati su uno schermo, mentre una telecamera registra come queste immagini si deformano riflettendosi sulla cornea e sulla sclera. Ogni pixel dell’immagine può teoricamente diventare una fonte luminosa indipendente, permettendo una ricostruzione tridimensionale dettagliatissima.
Risultati e potenziali applicazioni
Durante i test, la tecnologia ha dimostrato un’accuratezza compresa tra 0,46 e 0,97 gradi con occhi umani, mentre su un modello artificiale ha raggiunto un margine d’errore di appena 0,1 gradi. L’università ha già depositato un brevetto e sta lavorando all’integrazione di algoritmi di ricostruzione 3D aggiuntivi e intelligenza artificiale per ottimizzare ulteriormente il sistema.
Florian Willomitzer, capo del progetto, sottolinea: “Grazie alla deflectometria, estraiamo dati da decine di migliaia di punti superficiali in un’unica immagine, potenzialmente milioni. Questo livello di dettaglio è essenziale per calibrare con precisione la direzione dello sguardo, abilitando applicazioni VR di prossima generazione”.
L’importanza del tracciamento oculare nell’XR
Il tracciamento oculare è fondamentale per funzionalità avanzate come il Dynamic Foveated Rendering, che ottimizza le risorse di rendering concentrandosi solo sull’area visiva osservata dall’utente. Tuttavia, come evidenziato da Andrew Bosworth, CTO di Meta, “occorre una precisione estrema per bilanciare il risparmio computazionale, e oggi l’elaborazione richiesta spesso supera i benefici”.
La nuova metodologia potrebbe risolvere proprio questo problema, offrendo un tracciamento ad altissima risoluzione economicamente sostenibile anche per dispositivi standalone come i visori mobile.
Un balzo in avanti significativo
Questa innovazione rappresenta un salto qualitativo per l’industria XR, con implicazioni che vanno dal miglioramento del realismo visivo alla riduzione del carico hardware. Se implementata su larga scala, potrebbe accelerare l’adozione di tecnologie come gli occhiali AR leggeri o i visori VR con grafica cinematografica, avvicinando sempre di più il digitale alla percezione umana.