Crisi e riorganizzazione in Rec Room: Addio al Sogno “Creazione Ovunque”

La piattaforma sociale di realtà virtuale Rec Room sta affrontando una profonda riorganizzazione aziendale che ha portato al licenziamento di circa metà del suo personale. I fondatori Cameron Brown e Nick Fajt hanno annunciato la dolorosa decisione in un post sul blog, definendola una scelta necessaria per garantire la sopravvivenza a lungo termine del progetto.

Un giorno difficile e misure di supporto

I dipendenti colpiti da questa riduzione del personale riceveranno un pacchetto di sostegno che include tre mesi di stipendio e sei mesi di benefici sanitari. In un gesto volto a facilitare la transizione professionale, ai dipartenti verrà inoltre offerta la possibilità di mantenere i computer aziendali, riconosciuti come strumenti essenziali per la ricerca di nuove opportunità lavorative.

La trappola di una visione troppo ambiziosa

La radice della crisi risiede in una visione imprenditoriale che si è rivelata insostenibile. Dopo aver raccolto ingenti finanziamenti, Rec Room si era posta l’obiettivo di diventare una piattaforma UGC (User-Generated Content) universale dove “chiunque potesse creare qualsiasi cosa, su qualsiasi dispositivo”. Questo ha portato a investimenti massicci nello sviluppo di strumenti di creazione per PC, VR, console e dispositivi mobili.

Tuttavia, la realtà dei fatti si è dimostrata ben diversa. La stragrande maggioranza dei contenuti di qualità e di successo è stata prodotta da creator su PC (tramite mouse, tastiera e Rec Room Studio) e in realtà virtuale. I tentativi di rendere efficaci gli strumenti di creazione su controller e mobile, incluso l’impiego di intelligenza artificiale (AI), non hanno attecchito e hanno anzi “frustrato i nostri creator più influenti”.

Il peso tecnico e il cambio di rotta

Il supporto tecnico per una mole enorme di contenuti creati su dispositivi meno performanti ha creato uno strain insostenibile per l’infrastruttura e il team. Il progetto “Rooms 2.0“, concepito come una piattaforma scalabile unificata, non ha prodotto i risultati attesi. L’azienda si è così trovata in una posizione insostenibile: “Troppo piccola per realizzare la visione ‘tutti possono creare ovunque’, ma troppo grande per svoltare verso un’esperienza più focalizzata”.

Il nuovo corso prevede un drastico ridimensionamento delle ambizioni. Rec Room abbandonerà gli sforzi per l’espansione UGC universale, concentrandosi invece sul potenziamento dei creator di maggior successo, che già generano la parte preponderante delle entrate. Gli strumenti come Maker Pen per mobile e Maker AI vedranno un forte ridimensionamento.

Il futuro: Qualità su Quantità e un ritorno alle origini

La nuova strategia si articola su due pilastri principali. Il primo è il potenziamento dei creator di alto livello, con un focus sulle piattaforme dove avviene realmente la creazione di valore, principalmente PC e VR.

Il perienza diretta per i giocatori. Ciò significa un rinnovato investimento nei “Rec Room Originals” (RRO), i giochi sviluppati internamente come Paintball. Per ridurre i costi di produzione, questi non saranno più costruiti con gli strumenti UGC interni ma sviluppati direttamente in Unity. L’obiettivo è “trasformarli in un business sostenibile” introducendo nuove funzionalità, alcune gratuite e altre a pagamento.

Verrà data priorità alla stabilità dell’app, con aggiornamenti client meno frequenti, e a eventi mensili curati (“fests”) per mantenere viva la community, abbandonando parzialmente la dipendenza da un algoritmo per favorire esperienze più selezionate.

Una riflessione necessaria sul metaverso

Questa riorganizzazione rappresenta un momento di significativa autocritica per l’industria dei social VR e del UGC. Il caso Rec Room dimostra come la corsa a piattaforme generative e cross-device possa portare a un allargamento eccessivo del focus, a discapito della qualità e della sostenibilità finanziaria. Il pivot verso un modello più curato e meno ossessionato dalla scalabilità universale potrebbe rivelarsi una lezione cruciale per tutto il settore, segnando un ritorno a un approccio più pragmatico che metta la comunità e i creator di valore al centro di ogni strategia.

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