La notizia arriva come un colpo secco, di quelli che fanno rumore anche in un ecosistema abituato alle turbolenze. Vertigo Games Amsterdam, il team che ha firmato l’ultimo, applaudito capitolo del franchise Metro, ha cessato le attività. A confermarlo è il CEO di Vertigo Games, Richard Stitselaar, con una dichiarazione che mette la parola fine a un percorso iniziato nel 2015 e ufficializzato sotto le insegne del publisher olandese nel 2021.
Prima di diventare Vertigo Games Amsterdam, lo studio era Force Field Entertainment. Un nome che, nel bene e nel male, ha accompagnato la prima ondata della VR consumer, quando l’hardware era ancora acerbo e ogni uscita rappresentava una scommessa. Vertigo Games, fino a oggi, operava su due poli distinti: Amsterdam e Rotterdam. La chiusura riguarda esclusivamente la sede di Amsterdam, lasciando momentaneamente intatto il nucleo di Rotterdam.
Un portfolio che ha attraversato tutte le anime della VR
Difficile trovare un altro studio con una produzione così eterogenea, capace di spaziare dal tripla A su licenza all’esperienza educativa da far provare nelle scuole.
Metro Awakening (2024) Il titolo più ambizioso e recente, primo di una serie di giochi VR frutto dell’accordo tra Vertigo Games, Deep Silver e Oculus Studios. L’intesa era stata annunciata da Meta durante il Connect del 2021, mentre l’intero gruppo Vertigo Games era stato acquisito da Koch Media (società madre di Deep Silver) già nel 2020. All’uscita, il gioco era stato accolto come un’esperienza VR ipnotica, capace di unire immersione atmosferica e una narrazione profonda, confermando la capacità dello studio di costruire mondi credibili e coinvolgenti. Ma nel portafoglio del gruppo di Amsterdam ci sono titoli non così celebri ma comunque importanti, come Time Stall (2019) Puzzle game basato su fisica e manipolazione temporale, pubblicato da Oculus Studios. Un titolo che sfruttava con intelligenza le possibilità di interazione offerte dai visori. National Geographic: Explore VR (2019) Basato sulla testata oggi di proprietà Disney, metteva il giocatore nei panni di un fotografo inviato in Antartide e a Machu Picchu per un reportage per National Geographic. Un esempio di come la VR potesse diventare uno strumento di esplorazione accessibile. Anne Frank House VR (2018) Un’app educativa che ricostruisce la vita di Anna Frank, la giovane ebrea nascosta con la famiglia nell’annesso di un vecchio ufficio ad Amsterdam durante la Seconda guerra mondiale. A distanza di anni resta una delle migliori applicazioni storiche in VR ed è ancora disponibile gratuitamente. Coaster Combat (2017) e Landfall (2017) Il primo nasceva su Samsung Gear e Oculus Go come sparatutto su binari, per arrivare in seguito su Quest. Il secondo, un tactical shooter a visuale dall’alto per Oculus Rift, è stato rimosso dai cataloghi.
Cosa succede adesso alla galassia Vertigo games
La chiusura di Amsterdam non tocca direttamente Vertigo Games Rotterdam, che continua a operare. lo studio di Rotterdam ha firmato alcuni dei più grandi successi del gruppo, tra cui i due Arizona Sunshine, e After the Fall, e ha pubblicato il recente Thief VR: Legacy of Shadow sviluppato da Maze Theory ma è indubbio che si tratta di uno scossone che non passerà senza lasciare il segno, anche perchè arriva dopo l’altra notizia disarmante per gli amanti della VR, Skydance Interactive autori degli eccezionali The Walking Dead Saints and Sinner e Retribution, oltre che dell’affascinante, ma sfortunato dal punto di vista commerciale, Behemot non si occuperà più di VR e si concentrerà su esperienze flat.
E’ un periodo quindi abbastanza turbolento per la VR, e speriamo che il prossimo Steam Frame possa migliorare la situazione. A nostro modesto avviso, per salvarsi la VR ha una sola possibilità, puntare sulla “Modalità VR” di accompagnamento ai giochi Flat più importanti. Questo potrebbe garantire la trazione commerciale di titoli AAA e fornire un cavallo di troia per chi non conosce ancora le meraviglie della VR.